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mercoledì 26 febbraio 2014

Notizie dal fronte del dadaismo

La proposta di normativa per le strutture esistenti è stata presentata il 28 gennaio 2014, presso la sede romana del CNR nella piacevole sala Marconi. Ero eroicamente presente.

Inizio dalla fine del convegno, come mi pare non solo opportuno, ma anche utile. Il contenuto del convegno era scontato e noiosissimo. L'approccio iperprobabilistico è stato assunto come panacea ma non se ne sono affatto dimostrati i benefici, solo i metodi. Infatti si assume che il professionista applichi e non che condivida. Del resto nessuno analogamente mi ha mai spiegato perché per le vetture vi sia un limite di velocità unico indipendentemente dalle condizioni. Il cittadino deve ubidir tacendo, mica deve responsabilizzarsi e condividere! Aperto il "dibattito" vi fu un silenzio dettato non da timidezza, ma dal fatto che eravamo tutti allibiti.

Fortunatamente un professionista di mezza età, romano, pacioso, molto sicuro del fatto suo e istintivamente simpatico disse: ma con tutti quei numeri siete sicuri non si faccia peggio? Ha risposto un professore (non faccio nomi perché queste persone si è visto che non amano le critiche) premettendo che non era certo di aver capito per motivi acustici. Infatti a chi desiderava fare una domanda non veniva dato il microfono mostrando il grande interesse per i partecipanti. Tra l'altro c'era un freddo becco.

Ma il signore del pubblico non si è fatto intimidire: ha aspettato ben conscio che si era capito benissimo. La risposta dal palco, a più voci, arrivò a toccare argomenti che fanno riflettere: la proposta è per ingegneri preparati, non per progettisti "qualunque" e poi è per strutture importanti, e poi è uno studio, non una proposta di norma. Non lo sapevamo e speriamo sia vero anche perché la norma, sia attuale che neo-proposta, non fa questa opportuna distinzione: analisi pushover anche per la cuccia del cane!

Il signore, che per la sua calma dei forti ho ammirato moltissimo, ha detto con grandissimo buon senso: io analisi pushover ne faccio ma, almeno sul mio computer, ci metto mezz'ora, voi dite di farne trenta, che devo stare due giorni ad aspettare? A me il cliente mi chiede: la mia casa va bene? che devo fare? e si aspetta la risposta il giorno dopo, non dopo due settimane.

Infatti qualcuno ha chiesto ad un altro professore (vedi inciso di cui sopra): quanto ci ha messo lei a fare le analisi dell'esempio che ha illustrato? due settimane. Un brusio e delle risatine hanno fatto fremere il tavolo della presidenza. Ma io sono un ricercatore, ha precisato il suddetto intendendo che doveva fare le cose in modo più accurato, ma qualcuno ha colto al balzo il qui pro quo e ha detto: è una normativa per voi accademici, allora. Il nervosismo sul palco si è fatto palpabile. Allora il presidente ha detto: noi siamo qui con la giacchetta a presentarvi il nostro lavoro, non rispondiamo a queste domande. Forse non sono abituati alle critiche e l'hanno presa male. Quasi tutti gli spettatori si sono alzati e se ne sono andati.

Una frase di Sergio Musmeci, del quale mi pregio di essere stato allievo, è illuminante. Egli diceva: fare, saper fare, e solo dopo far sapere. Qui ci fan sapere come fare coloro i quali non hanno mai dato prova evidente di saper fare, ma forse neanche di aver fatto.

Nonostante il mestiere che faccio, o forse proprio per questo, continuo a credere che la matematizzazione dell'arte del costruire vada presa con le molle. Troppi numeri appannano la "sensibilità strutturale", il buon senso e il ruolo dell'esperienza.

Norma, oltre l'analisi etimologica che lega il termine all'angolo retto, è consuetudine, è ciò che si è affermato come migliore pratica e pertanto la norma, come la grammatica, viene ad ordinare e spiegare ciò che già si fa in pratica. La norma deve venire dal basso e non dall'alto, deve operare su un materiale esistente e non inventarlo dal nulla. La matematica in una materia così complessa come l'arte (non la scienza, cfr. Pierluigi Nervi) deve essere un supporto alle decisioni, non la legge. Non a caso nei paesi dove la libertà dell'individuo è maggiormente rispettata la norma per il buon costruire la scrivono le associazioni professionali e non coloro che in un sistema autoreferenziale hanno scalato il potere burocratico. Lo Stato è un concetto metafisico, ma in pratica è formato da persone che, nel sistema attuale, non rappresentano il cittadino, ma lo prevaricano e, con buona pace del politicamente corretto, in effetti lo sfruttano.

Ho inseguito il signore che aveva fatto quelle disarmati osservazioni perché volevo complimentarmi con lui, ma è sparito nella toilette e fargli lì la posta mi è sembrato sconveniente.

Si è arrivati ormai a sperare che uno studio come questo che alla collettività è certo costato, finisca in un cassetto e li resti in secula seculorum perché ormai coloro che "fanno", fanno più male che bene.

Dimenticavo, un'altra chicca. Pare che la molla per questo faraonico mezzo di valutare probabilisticamente la non con conoscenza, cioè l'ignoranza, sia stata una profonda critica al "livelli di conoscenza" che, pare, sono sbagliatissimi ed incoscientemente ereditati copiando l'Eurocodice 8 che è nato incoscientemente copiando il FEMA ma, gli americani, si sa, ha detto qualcuno dal palco, sono sempliciotti mica come noi... E' vero noi non siamo sempliciotti, ma astuti: copiamo, copiamo sbagliato, ce ne accorgiamo dopo vent'anni e mettiamo una toppa che è peggio del buco, traducendo un magnifico proverbio veneto. Incrociamo le dita.

Aggiungo alcune brevi osservazioni nel merito della "proposta indecente".

Per alcune leggi è obbligatorio valutare l'impatto economico che recano. Non ho approfondito se è anche questo il caso. E' stato fatto? Se vi è un beneficio sociale in sicurezza, a carico di chi è il costo di questo beneficio? Dei professionisti?

Nel caso della normativa in vigore per le strutture esistenti ho valutato e scritto da qualche parte che la complessità ciclomatica supera quella che McCabe e il NIST hanno valutato come sensata. Nel caso della proliferazione, in questa proposta, delle analisi pushover (mezzo di valutazione che ha già numerosi critici per suo conto), l'incertezza delle variazioni del modello può inficiarne significativamente i vantati ed indimostrati benefici. In una norma che si propone di valutare probabilisticamente l'incertezza perché questo elemento di incertezza è stato trascurato?

Le proposte di normativa che passano obbligatoriamente attraverso uno strumento (il software) dovrebbero tener conto delle specificità di questo strumento. Per mia esperienza diretta i "ricercatori" ignorano i fenomeni di scala che differenziano profondamente il software usato per la ricerca da quello per uso professionale (dispregiativamente chiamato "commerciale" dai duri e puri dello stipendio a carico della collettività). Cioè si è scavato un fossato tra norma e attuazione della norma che è cioè costituito dall'abuso di una strumento (il software) che volutamente viene poi ignorato.

Incrociamo di nuovo le dita. 


venerdì 13 dicembre 2013

Il ritorno del dadaismo

Ho letto con grande godimento intellettuale la nuova proposta di normativa del CNR. L'unico appunto che potrei fare è l'uso del termine ipercubo invece di tesseratto, termine coniato da Hinton del 1888 nel suo "Una nuova era del pensiero". Lo trovavo più confacente allo spirito al quale è informato tutto il testo. E' bensì vero che il tesseratto è quadridimensionale mentre l'ipercubo del CNR, per non farsi mancar nulla, è n-dimensionale. Si tratta evidentemente, con questo testo, di un atteso ritorno allo spirito delle avanguardie artistiche del secolo scorso. Si dovrà ancora definire se si tratta di neo-surrealismo, di neo-dadaismo, di neo-futurismo o di un neo soltanto.

Infatti mi pare chiaro che in questi tempi di grande insofferenza per le istituzioni, si dovrebbe invece essere ad esse grati per la proposta di un nuovo corso di contenuti che costituisce certamente un balzo in avanti verso la metafisica se non addirittura la jarriana 'patafisica.

E' immediato il riferimento alla caduta dell'impero romano quando, barbari alle porte, i dotti dell'epoca, che sono gli accademici della nostra epoca, dibattevano sul sesso degli angeli. Non è cosa da poco conto che in tale occasione ci sia stata data l'opera dello Pseudo Dionigi l'Aeropagita nel suo imperdibile De coelesti hierarchia, che trovo gravissimo non si trovi in tutte le edicole in traduzione italiana, magari a puntate. Senza le conoscenze sul rapporto gerarchico e funzionale tra cherubini e serafini, tra troni e potestà, in effetti la nostra vita non sarebbe la stessa. Probabilmente questo nuovo corso normativo, iniziato lodevolmente dal CNR, ci darà altri simili pregevoli utilissimi capolavori.

La soluzione per la giusta e corretta assimilazione dell'ipercubo e della combinazione logica delle probabilità, è molto semplice. Sono previsti infatti per il prossimo anno corsi di formazione degli ingegneri. Invece che su temi, ormai obsoleti, del buon costruire, si faranno corsi su Kafka, Ionesco, Rabelais e per gli impiantisti, coinvolti per il loro mestiere con gli orinatoi, si faranno corsi su Duchamp. Dalì porterà qualche credito in meno perché troppo screditato agli occhi dei più per via dei baffi. Del resto la sua crocefissione cosa non è se non un ipercubo srotolato? Quindi ciò conferma l'utilità di tali corsi. Molti crediti vi saranno per un corso su Jarry e la sua 'patafisica. E' un corso duro: si dovrà recitare la definizione di 'patafisica data da Ubu Roi nel suo Almanacco che, come tutti sanno, non si trova affatto in Gesta e opinioni del dottor Faustroll 'patafisico, uscito postumo nel 1911, come molti credono. E' una classica domanda a trabocchetto che si farà ai professionisti per verificarne la preparazione come strutturisti. Corsi duri, ma innovativi che porteranno finalmente a dar le capacità di costruire sulle affermazioni apodittiche che, come è noto a tutti, hanno le più solide basi non avendone affatto e pertanto essendo con ciò indistruttibili.

Dopo questi corsi, i professionisti saranno non solo in grado di comprendere la logica dell'assurdo della proposta di normativa, ma non avranno più alcuna difficoltà interpretativa, basterà infatti loro consultare Ionesco o Kafka, Tamb tumb tuum di Marinetti o Memorie di un mammifero di Satie, Faustroll o Gargantua, Cervantes o de Molina, per non tacere di Sterne e Diderot.

Occorre ammetterlo, il CNR con questa bozza di normativa ha fatto un notevole salto di qualità: è passato dalla ricerca scientifica alla neo-neo-avanguardia artistica conciliando finalmente le "due culture" di Snow e ciò lo ha fatto in un tal battibaleno, talmente in fretta che non si fa in tempo a coglierne la logica. Ma già, la logica non ci deve essere, è volgare cercarla, non è fine, è rozzo, si tratta dell'ultima moda: la normativa dadaista. Anzi, iperdadaista.



Marcel Duchamp, 1917, Fontana. Replica 1964 della Tale Gallery.



 
Salvator Dalì, Crocefissione. La croce è una rappresentazione in proiezione nello spazio tridimensionale dell'ipercubo

Nota

L'ipercubo (cubo nello spazio a più dimensioni) è piaciuto tanto all'estensore che si sarà sentito minimo minimo Goedel, tanto che lo cita al punto 2.6.4.4:

Esecuzione di M=2N analisi pushover, corrispondenti alle possibili combinazioni delle N variabili aleatorie, che definiscono i vertici di un ipercubo nello spazio delle stesse.

Al punto A.6.1:

M=2N analisi, corrispondenti alle possibili combinazioni delle N variabili aleatorie definite dai vartici (sic) dell’ipercubo latino.

Dove l'ipercubo diventa per maggior giusto orgoglio “latino”.

Da PerformaceTrading.it:

Il metodo di riduzione della varianza noto come tecnica di campionamento Latin Hypercube si presenta come estensione al caso d-dimensionale del metodo del campionamento stratificato. Tale metodo consente una riduzione della varianza dello stimatore poiché, in modo del tutto simile al metodo del campionamento stratificato permette di rappresentare in modo più efficiente l’insieme di definizione d-dimensionale della variabile casuale da cui si sta simulando.




L'Aquila: nodo che ha ceduto per mancanza di staffe. Sic et sempliciter.



Ode al tesseratto

Benvenuto tesseratto
qui nel fango del cantiere
bada che tutto sia fatto
a puntino ed a dovere.

Tesseratto non contare
se le staffe ci son tutte
questa è cosa assai volgare!
Nobil son le cose astratte!

Se poi casca tutto quanto?
Cosa vuoi tu mai che sia!
Non importa! che noi intanto
troverem un'altra teoria!

Cosa vuoi, poi tesseratto
a te par che vacilliamo?
se si sfascia proprio tutto
stai seren, noi non cadiamo.


Arch. Roberto Spagnuolo, Aministratore Unico, Softing Srl


lunedì 11 novembre 2013

EnJoist: un nuovo ambiente per Nòlian All In One

E' imminente il rilascio EWS39 che vedrà il nuovo ambiente EnJoist oltre al potenziamento di molte funzioni già esistenti.

In poco più di un anno, l'architettura All In One ha consentito lo sviluppo di ExSys, FibRePower, DonJon, Wallverine, tutti ambienti particolarmente dedicati alle strutture esistenti.

EnJoist è un ambiente dedicato ai solai, ma non è solo questo. Infatti in Nòlian si è implementato un nuovo elemento denominato "operatore di carico" che non è un elemento finito ma è un "elemento di carico" superficiale. Pertanto ora già in Nòlian è più immediato, in caso di struttire edili non solo assegnare ma anche visualizzare i carichi tipici dei solai.

L'ambiente Enjoist poi permette il progetto e la verifica di solai in laterocemento a travetti, predalle, alveolare e a soletta piena. Questo ambiente, oltre a progetto e verifica, consente la stampa delle verifiche e la gestione sul BIC delle piante dei solai.

Naturalmente progetto e verifiche sono secondo normativa comprendendo le verifiche agli stati limite di esercizio.

Questo ambiente, apparentemente secondario ma abbastanza complesso per l'interazione con gli altri ambienti, indica la direzione che abbiamo preso di dare ai nostri clienti una soluzione sempre più esaustiva. A questo proposito un nuovo ambiente, ElWood, dedicato alle strutture in legno è già in via di sviluppo e ne riteniamo imminente il rilascio.

Ai pochi nostri utenti che ancora impiegano le versioni modulari, raccomandiamo ancora una volta il passaggio all'architettura All In One per le grandi potenzialità che questo ambiente offre. 

Arch. Roberto Spagnuolo, Amministratore Unico, Softing Srl

lunedì 17 giugno 2013

EnJoist: il nuovo ambiente dedicato ai solai

Ad ampliamento della già vasta collezione di ambienti di Nòlian All In One, Softing rilascerà dopo l'estate un nuovo valido strumento dedicato al progetto ed alla verifica di solai in latero-cemento: EnJoist.

La gestione dei solai si basa su un nuovo elemento di Nòlian: l'elemento di carico. Tale elemento consente di definire un'area sulla quale è applicato un carico di superficie. Il vantaggio immediato che si ottiene in Nòlian è quello di un controllo più semplice ed immediato dei carichi di superficie e quindi, soprattutto, del carico applicato ai solai. Il carico agisce sulle travi di appoggio alle quali è trasmesso tramite una ripartizione a trave continua, tipica appunto di un solaio ad orditura monodirezionale.

Accedendo all'ambiente EnJoist si potrà:
  • visualizzare l'inviluppo delle sollecitazioni su una fascia di solaio
  • leggere numericamente i valori delle sollecitazioni
  • combinare secondo normativa le condizioni elementari di carico
  • progettare le armature
  • personalizzare le armature
  • esportare il disegno delle armature sul BIC
  • stampare dati e risultati
  • eseguire le verifiche per:
    - resistenza
    - esercizio
    - deformabilità.
  • visualizzare graficamente l'esito delle verifiche
La verifica di deformabilità è eseguita per integrazione della curvatura tenendo conto di viscosità e ritiro e pertanto consente di ottimizzare al massimo lo spessore del solaio.
I tipi di solaio che potranno essere trattati sono:
  • a travetti
  • a predalle
  • alveolari
  • soletta piena
Nel caso di travetti precompressi, poiché si ottengono le sollecitazioni massime, esse potranno essere direttamente confrontate con quelle nominali dichiarate dal costruttore.

Questo ambiente consentirà pertanto di ottenere molto rapidamente progetto, disegno, verifiche e relazione di solai in cemento secondo la normativa corrente.

IMPORTANTE: E' prevista una fase di lancio del nuovo prodotto durante la quale tutti gli interessati potranno usufruire di un'offerta davvero vantaggiosa. Per informazioni contattare Silvia Macculi allo 06.44291061 oppure all'indirizzo silvia.macculi@softing.it

Arch. Roberto Spagnuolo, Amministratore Unico, Softing Srl

martedì 26 marzo 2013

Un trimestre di novità

L'ingegneria è sempre stata una delle sfide più entusiasmanti e il binomio ingegneria civile- ingegneria informatica è una sfida più entusiasmante ancora. Purtroppo la normativa rende gli ingegneri dei burocrati e noi informatici dei 'travet', ma nonostante ciò sappiamo conservare la passione per le vere sfide del nostro mestiere. Certo, l'informatica invece di aiutare a seguire delle regole, potrebbe anticiparne le finalità consentendo un progetto più consapevole, ma siamo in un'epoca in cui si afferma che gli incidenti accadono perché “non si sono rispettate le norme”, mai perché la sfida che la natura ci impone è formidabile, mai per imperizia, stupidità, distrazione. Le regole sono una religione. Detto ciò, noi di Softing continuiamo a rispettare le regole e aiutare i progettisti a rispettarle ma nel contempo tentiamo, non senza fatica, di coniugare a questa esigenza quella di consentire ai nostri clienti di fare della “buona” ingegneria. Un trimestre, quest'ultimo, all'insegna di una grande produttività.

Ci limiteremo ad un'elencazione che speriamo aiuti i nostri amici, come noi provati dalla “crisi”, a trovare in un lavoro di passione un compenso almeno morale al calare drammatico di altri più tangibili compensi.

Pertanto...

Muratura ed analisi non lineari

Abbiamo sviluppato:
  • un materiale “no tension” da impiegarsi in elementi piani a 4 nodi e nei layer del Degenerate-Shell. Da tale materiale ne abbiamo sviluppato un altro con criterio plastico anisotropo. Per la muratura, abbiamo aggiunto un metodo di “omogeneizzazione” tramite tensore di Eshelby il cui impiego consente di tarare con gran precisione i parametri del materiale;
  • un macro-elemento impiegando il già esistente integratore per formare una cerniera plastica alla “FEMA”, per intenderci;
  • un macro elemento per modellare le tamponature;

Abbiamo potenziato la “lista” in EE per consentire non solo una stessa analisi in più fasi, ma anche di programmare e predisporre più analisi distinte in modo da poterle eseguire in una sola sessione. 

Abbiamo rivisto tutto il metodo di automazione dell'analisi pushover per consentire l'esecuzione automatica delle 16 analisi distinte richieste dalla normativa.

Abbiamo sviluppato un metodo per formare una spinta multimodale per l'analisi pushover.

Abbiamo, di conseguenza, modificato ExSys per consentire le verifiche con un numero indefinito di risultati derivanti dall'analisi pushover.

Rappresentazioni in Nòlian

Abbiamo accorpato in un unico dialogo l'attivazione delle rappresentazioni in Nòlian in modo che sia l'attivazione che l'uso siano più chiari ed immediati.

Abbiamo (finalmente!) supportato le combinazioni dei carichi nelle rappresentazioni in Nòlian.

Abbiamo, per SIERC e dintorni, poiché vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole (e si puote, si, ma senza "seguir virtute e canoscenza”), estratto ed esposto in modo sintetico i dati necessari a compilare i formulari para-informatici partoriti dal Golem. E su ciò stendiamo un velo pietoso perché per noi che facciamo il mestiere di informatici vedere come la pubblica amministrazione usa i soldi dei contribuenti per “informatizzare” le sue procedure fa venire una nausea rabbiosa. Tra i dati, un nuovo dialogo riassume in forma tabellare le caratteristiche d'origine degli spettri impiegati nell'analisi.

Tutorial

Abbiamo, anche con il contributo di un nuovo collaboratore, l'Ing. Francesco Canterini, vitalizzato la produzione di tutorial per aiutare i nostri clienti a destreggiarsi nelle pieghe della normativa.

I tutorial sono scaricabili in formato PDF dal nostro sito www.softing.it. 


Appuntamenti formativi

8 maggio 2013 – Cosenza
Incontro patrocinato dall'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Cosenza presso la sede dell'Ordine in Via Massaua, 25 - 87100 COSENZA

15 maggio 2012 – Modena
Incontro patrocinato dall'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Modena presso Hotel Raffaello - Strada Per Cognento, 5 - 41126 MODENA


Sono in via di definizione le date per Torino, Salerno e Palermo.

A breve altre notizie e informazioni. Tornate a visitarci sia sul blog che sul nostro sito www.softing.it. 

Arch. Roberto Spagnuolo, Amministratore Unico, Softing Srl

lunedì 28 gennaio 2013

La bomba

Come ebbi occasione di raccontare in un numero di FloatingPoint ormai introvabile, sono giunto all'informatica tramite il più nobile dei sentieri. Non per isolarmi in un mondo virtuale di regole rassicuranti, né per uscire dal vicolo cieco di una professione mal digerita, ma vi fui portato dalla madre nobile di ogni conoscenza: la meccanica (intendo quella sporca di grasso, non quella degli ingegneri). L'uomo infatti è faber e non digitans.


Siamo alla fine degli anni sessanta in piena, non condivisa e tutt'ora incompresa, contestazione. Avevo appena finito di costruire un telescopio riflettore newtoniano equatoriale di 36 cm di diametro, 0.36 metri si direbbe oggi, ottica Marcon, completamente elettro-comandato. Pesava 7000 Newton, si direbbe oggi. Posizionarlo non era difficile in quanto la posizione (ascensione retta e declinazione) erano riportati su due quadranti che indicavano le rotazioni rilevate da due “Selsyn”.

Avevo trovato anche un orologio da sottomarino che aveva un quadrante con 24 ore il quale, un poco modificato per ritardare di 3 minuti e rotti, segnava l'ora siderale. Però il mio desiderio era di poter rilevare l'immagine con un sensore e riportarla al calduccio su uno schermo. Infatti la specola pionieristicamente realizzata in resina e fibra di vetro era gelida. Gli amici sostenevano che avessi fatto tutto quell'ambaradam invece di fare la collezione di farfalle. Ma solo una pinguina sarebbe venuta a vedere quelle gelide farfalle notturne. L'operazione delle immagini al calduccio del caminetto non mi riuscì per i costi elevatissimi. Allora i sensori più sensibili dovevano essere raffreddati ad azoto liquido. Però l'idea di poter pilotare il telescopio per via elettronica mi affascinava e mi avvicinai così al mondo degli elaboratori elettronici come sistema APPLICATIVO e non virtuale ed onanistico. Costruii un addizionatore BCD (binary coded decimal) a transistor. Volendo realizzare un calcolatore “parallelo” (non nel significato di oggi) il mio addizionatore richiedeva un circuito per ogni cifra decimale. Ne realizzai uno solo. Sostanzialmente eseguiva 7 + 5 = 2 e si accendeva una lampadina rigorosamente dell'albero di Natale per indicare il riporto. Non ce l'avrei fatta mai ad avere almeno 8 cifre. Vennero fuori proprio in quegli anni i circuiti integrati che in un solo chip avevano 4 porte 'and' oppure 'or' o 'nor'. Per l'addizionatore servivano 8 integrati che allora costavano circa 1000 lire l'uno. Mi impiegai come correttore di bozze alla Guida Monaci. Lo stipendio andava tutto in chip, pellicole per serigrafare i circuiti stampati e via dicendo. Avevo investito quasi un anno di lavoro e di stipendi che uscì il primo microchip che integrava l'unità logica in un solo componente. Mi avvilii un po'. Costava meno del mio anno di lavoro e funzionava decisamente meglio. Però, nel frattempo, avevo studiato analisi numerica e mi ero appassionato. Non so perché mi affascinasse tanto, ma trasformare il calcolo analitico così pieno di astuzie, limitazioni e trucchetti in un metodo numerico mi affascinava. Mi dava un'idea di potenza, eterna aspirazione maschile. Per questo oggi sostengo a ragione e con quarantennale esperienza che la meccanica computazionale è una branca dell'informatica e non della meccanica. Se ci si scontra con gli errori di troncamento e di arrotondamento di una aritmetica finita a pochi bit, come avveniva soprattutto agli esordi, poi, se si fa un programma che tratti numeri, ci si va con i piedi di piombo e non semplicemente trascrivendo formule buone per il calcolo analitico o manuale.

Lunghissima premessa concessa al mio ego per dire che, invocato l'aiuto di san Cassiano, protettore dei dattilografi ed, ahimè, degli informatici, di san Guglielmo, patrono degli ingegneri, di san Benedetto da Norcia, patrono degli architetti, di sant' Alberto Magno, protettore degli scienziati e quindi dei matematici, ho messo a punto un elemento finito per l'analisi delle murature che, santa Barbara permettendo, mi pare una “bomba”.

L'ho realizzato nei ritagli di tempo per pura passione non ritenendo di poterne ricavare alcun beneficio materiale se non gloria imperitura e soprattutto personale soddisfazione.

Poiché non amo chi si prende troppo sul serio, ve lo racconterò con la passionalità che si può avere per i motori a scoppio (atri direbbero combustione interna) e non con la fiera albagia dei simboli paranoici della teoria dei tensori: ijklmn, che pure ovviamente inzuppo nel cappuccino ogni mattina.
Eccoci...

La muratura non resiste a trazione. Gli elementi no-tension hanno il brutto viziaccio di essere dipendenti dalla fittezza della mesh. Quindi il mio (nostro) elemento impiega un metodo secondo il quale si ha una fessurazione distribuita, avvenuta la quale, gli sforzi si sviluppano nel sistema della fessurazione.
Ed una...

La muratura in compressione ha un comportamento elasto-plastico. Non basta che l'elemento sia no-tension. Prendiamo il criterio plastico di Druker-Prager, modifichiamolo alla bisogna, implementiamo un efficiente algoritmo di ritorno e complichiamoci la via facendolo convivere con il regime fessurato.
E due...

La muratura ha il viziaccio di avere un comportamento non isotropo ma anisotropo. Brutta bestia davvero l'anisotropia. Bene implementiamo il criterio di Druker-Pragher per materiale anisotropo.
E tre...

Basta? Non ci basta. Un simpatico signore, un certo Eshelby, si inventa un tensore (questa volta non posso evitare il termine) per omogeneizzare le caratteristiche di un aggregato di elementi ellissoidali. Lo si può modificare per la muratura. A che serve? Per avere una più rigorosa valutazione delle caratteristiche meccaniche della muratura partendo dalle caratteristiche geometriche e meccaniche dei componenti (mattoni e ricorsi di malta) che sono più facilmente valutabili.
E quattro...

Basta? No. Ho dimenticato di dire che il regime di cui sto parlando è di sforzo piano. Ma se immergiamo una membrana in uno spazio tridimensionale oltre a trascurare la rigidezza fuori piano (cosa che per la muratura è lecita, anzi salutare) avremmo la grande seccatura di dover vincolare i gradi di libertà privi di rigidezza. Quindi accoppiamo un regime flessionale a quello membranale.
E cinque...

Ma non basta. Non è salutare che le pareti in muratura, se si connettono formando uno spigolo, siano connesse con la possibilità di trasmettere sforzi flessionali, cosa che comunemente avverrebbe condividendo gli stessi nodi di spigolo, quindi diamo la possibilità di svincolare i gradi di libertà di bordo.
E sei...

Ma non ci accontentiamo. Il nostro materiale no-tension, elasto-plastico, anisotropo a regime di sforzo piano, lo infiliamo ANCHE in un guscio “degenere” a strati. Con questo abbiamo fatto sette che è un bel numero, anche apocalittico.

Con questa meraviglia che ci facciamo? Alcuni di voi ci analizzerebbero elementi murari complessi, altri ci analizzerebbero una villetta monopiano con la fantasmagorica e panaceutica “pushover”, magari lamentando una certa lentezza, una non convergenza, asserendo che altri sono più bravi. Quindi l'elemento me lo tengo per me.... ma si sappia che ce l'ho... 

Arch. Roberto Spagnuolo, Amministratore Unico, Softing Srl

martedì 4 dicembre 2012

Un importante evento formativo in occasione del rilascio dei nuovi ambienti per Nòlian All In One.


Il 29 Novembre 2012 Softing ha presentato ai propri clienti i nuovi ambienti progettati per la piattaforma All In One nell'ambito di un incontro di aggiornamento dal titolo:

“All In One: Vulnerabilità ed adeguamento di strutture esistenti in cemento armato e muratura anche con l'ausilio di materiali fibrorinforzati .”

I nuovi ambienti, oggetto della presentazione, sono stati:
  • WallVerine : verifica murature a seguito di analisi dinamica lineare
  • Donjon : dalle pareti agli elementi inflessi
  • FibRePower : strutture esistenti in calcestruzzo armato e muratura fibro-rinforzate
Sono stati messi in evidenza i punti di contatto e le relazioni tra gli ambienti WallVerine e Donjon nonché tra ExSys, WallVerine e FibRePower. E' stata, quindi, colta l'occasione per ripresentare anche i due ambienti rilasciati nel primo semestre 2012 e cioé:
  • Quarmon : verifica della resistenza al fuoco
  • ExSys : verifica degli edifici esistenti.
L'evento ha rappresentato per i partecipanti non solo un'occasione di aggiornamento informativo ma anche di formazione ed ha visto la presenza di più di 70 professionisti del settore, molti dei quali hanno al loro attivo veramente tanti anni di proficua collaborazione con Softing in un ruolo che spesso è quasi più di partners che di clienti. A testimonianza di ciò verranno a breve pubblicati sul sito www.softing.it, dei Case History, raccolti anche in occasione dell'evento, e dei quali Softing va, come sempre, particolarmente orgogliosa dal momento che rappresentano gli esempi più evidenti della solidità tecnico-scientifica delle proprie soluzioni.


La giornata è stata introdotta dall'Arch. Roberto Spagnuolo il quale ha argomentato le scelte di carattere scientifico, tecnico e strategico che hanno orientato lo sviluppo dei nuovi prodotti che sempre più costituiscono una risposta professionale e specialistica alle esigenze progettuali di un mercato in continua evoluzione soprattutto dal punto di vista normativo.

La mattinata è stata poi dedicata all'illustrazione teorico-pratica dei nuovi prodotti da parte dell'Ing. Giuseppe Pascucci e dell'Ing. Francesco Canterini. La partecipazione attenta e attiva da parte dei presenti che hanno interagito formulando domande di approfondimento e proponendo dei casi esemplificativi, ha fatto sì che l'evento si svolgesse in modo interattivo e si rivelasse, di fatto, arricchente per tutti anche per Softing che ha potuto raccogliere, in tempo reale, del feedback prezioso da parte dei propri clienti. 


Il pomeriggio è stato ulteriormente arricchito da un interessante intervento del Prof. Ing. Luciano Feo, Dipartimento di Ingegneria Civile dell'Università degli studi di Salerno e dell'Ing. Antonella Giordano, Assegnista di ricerca presso la Facoltà di Ingegneria dell'Università di Salerno, i quali hanno illustrato gli aspetti teorici e normativi relativi all'uso di rinforzi FRP. Il Prof. Ing. Luciano Feo fa parte della commissione che ha redatto le istruzioni CNR su FRP e l'Ing. Antonella Giordano svolge attività di ricerca sui calcestruzzi fibrorinforzati nell’ambito del “Consorzio per la ricerca sperimentale nel settore della produzione di calcestruzzo e materiali affini” (COREUS), operante nell’Ateneo dal 2006.


In sintesi, quindi, il seminario ha rappresentato un'ottima occasione di confronto di idee, di arricchimento culturale e scambio di riflessioni sui temi caldi del settore, sia in relazione alle nuove normative sia alle prospettive del mercato della progettazione ingegneristica e antisismica in particolare.

Per avere maggiori informazioni sui nuovi prodotti potete visitare il sito www.softing.it . I nuovi ambienti verranno rilasciati nel mese di dicembre 2012 unitamente alla versione EWS 37 di Nòlian All In One.

Nòlian All In One è un marchio registrato Softing Srl.

M.Laura Baronti Marchiò, Divisione Marketing, Softing Srl

venerdì 28 settembre 2012

Editoriale Settembre 2012

Crisi o non crisi, siamo al posto di combattimento a tradurre nello stile Softing (potenza, flessibilità, eleganza) nuove esigenze sia professionali che di normativa. Infatti l'architettura All In One ha consentito in poco tempo di realizzare nuovi fondamentali ambienti:

Quarmon, resistenza al fuoco
ExSys, verifica strutture esistenti in calcestruzzo
Donjon, dalle pareti agli elementi inflessi - Novità
WallVerine, verifica a seguito di analisi dinamica lineare - Novità
FRP, strutture in calcestruzzo fibro-rinforzate - Novità

I primi due ambienti sono già stati rilasciati, gli ultimi tre lo saranno con EWS37 che vedrà la luce, secondo i piani, entro Novembre di quest'anno. Qualche informazione in più su questi nuovi ambienti, la trovate qui di seguito. Per maggiori informazioni tecniche vi invitiamo a visitare il nostro sito www.softing.it

Ci tengo a sottolineare che la mossa delle regioni di adottare differenti, farraginosi e costosi metodi di deposito dei documenti, non mi piace affatto e, con i soldi che sono costati si poteva far di meglio, di più e magari anche consultando le software house che questo lavoro lo fanno ormai, ahime, da trent'anni. A questo proposito segnalo l'articolo disponibile sul web, dello stimato amico, Paolo Rugarli (“La valiunzione del calcolo strutturale. Una nuova tipologia di validazione”), che è un capolavoro. L'articolo intendo, non Paolo che invece ha un caratterino che il mio, notoriamente irsuto, al confronto pare quello di un educanda. Ma ci vogliono tipini al peperoncino come noi per dar sapore soprattutto a questo ambiente di proni conformisti. Bravissimo Paolo!

Questa mancanza di coordinamento e poca volontà di dialogo da parte delle istituzioni nei confronti delle software house, ci ha portato, come già detto in altro post, alla decisione di uscire da AIST. Dopo due anni di aspettative disattese, ci è stato impossibile non manifestare la nostra delusione dissociandoci da un organismo nel quale abbiamo comunque creduto fortemente dal momento che siamo assolutamente convinti che solo attraverso il dialogo e la collaborazione fattiva sia possibile arrivare ad una soluzione ottimale dei problemi che affliggono il mondo della progettazione e a formulare norme che non siano di ostacolo ma bensì di ausilio a chi giornalmente si confronta con essi.

La normativa senza un software che ne faciliti l'applicazione e la verifica, rischia di essere inutile. Ci spiace notare che, viceversa, chi fa software non viene tenuto nella giusta considerazione quando si tratta di prendere decisioni che hanno un forte impatto sull'ingegneria.

Ma veniamo alle NOVITA' che si prospettano in casa Softing per questo finale d'anno.

Donjon

Chi indovina l'origine del nome, vince una felpa con sopra il gatto Silvestro. A parte gli scherzi, si tratta di un ambiente che ricorda un po' (vi aiuto) il convitato di pietra, quello cioè che non si è accorto che esistono gli elementi finiti bidimensionali e che negli ultimi trent'anni sono divenuti affidabili e pratici, e, amando la tradizione soprattutto per inerzia mentale, ha deciso di riportar tutto ai bei tempi antichi della sua giovinezza. Alla faccia cioè di conservazione delle sezioni piane, di buchi e buchetti che spuntano come funghi nelle pareti ove uno meno li vorrebbe, e che, con ferrea decisione, vuole che esse si comportino come la ben ritta ed obbediente trave inflessa. Obbedisco! pare di sentir dire. Ed obbediamo, quindi, con questo ambiente che, assegnata un'area, integra pazientemente le tensioni dei soggiacenti elementi finiti piani per tirarne fuori degli sforzi graditi al modello della trave. Ciò fatto, sostituito un rettangolo con un segmento, tale segmento può essere usato in EasyBeam per le verifiche di legge delle pareti-pilastro, oppure nel nuovo ambiente denominato WallVerine, che vedremo subito qui sotto.

WallVerine

Poiché la normativa ormai è come i sacri testi che non ci portano alla salvezza terrena ma almeno ci danno la speranza di una serena vita futura, citiamo il sacro testo che dice che le murature possono egregiamente essere analizzate tramite un'analisi dinamica lineare. Ciò fatto, integrate se occorre le tensioni per avere un più elegante modello filiforme nell'ambiente DonJon, si passa a verificare i segmenti con le regole date dalla normativa. Questo metodo era già stato implementato in EasyWall, ma ora è racchiuso in un ambiente tutto suo che garantisce assegnazioni agevoli, rappresentazioni grafiche e stampe dedicate.

Il metodo funziona piuttosto bene e ne sono testimoni tutti coloro che l'hanno utilizzato in EasyWall e che , di fatto, ci hanno convinto a fare questo passo. Va detto che l'approccio DonJon, non costringendo a costruire un incerto “telaio equivalente”, ma, definendo delle aree da sottoporre a verifica, è molto più sereno ed affidabile.

Per chi si chiedesse che fine ha fatto, nel frattempo, l'analisi pushover, possiamo dire solo che si è persa nei meandri della sua stessa labirintica natura senza lasciar dietro di sé neanche quei sassolini che salvarono, se non sbagliamo, Pollicino. Fuor di facezia, per chi come noi, ha sempre usato metodi non lineari perché, per chi fa questo lavoro, sono una bella sfida, troviamo incredibilmente superficiale che nella norma si sia enfatizzato un metodo tutt'ora sperimentale, instabile, i cui risultati non sono agevoli da interpretare, il cui modello è difficile da sintetizzare e influisce grandemente sui risultati. Se si ha un programma "blindato", di questa inaffidabilità non ci si può rendere conto, se si ha un programma flessibile come All In One il discorso cambia. Comunque, per chi volesse "giocare", può assemblare in Earthquake Engineering due elementi di contatto agli estremi di una trave e provare. Buon lavoro.

FRP

E' un po' come la famosissima Zazà resa immortale dal grande Nino Taranto: come fa Zazà senza Isaia? Metaforicamente Isaia è FRP e Zazà è ExSys. Ciò significa che una volta stabilito con ExSys che una struttura esistente va rinforzata, FRP consente di farlo con rinforzi in fibre o placcaggi e incamiciature in acciaio. L'argomento è piuttosto noto per cui dilungarsi non è necessario. L'interfaccia ovviamente è quella standard di All In One e si possono rinforzare gli elementi a taglio ed a flessione, ed i nodi sia a taglio che per la spinta delle tamponature. Vi sono inoltre interessanti e sofisticate funzioni quali il dominio di interazione flessionale o il diagramma momento-curvatura, basate sul modello fisico del problema per cui sono in grado di mettere a confronto gli andamenti con o senza rinforzo. Anche la deformabilità è ottenuta per integrazione delle curvature per cui è accurata ed interessante nelle possibilità e nella formulazione.

Conclusione

Parafrasando Eduardo De Filippo, aggia passa' 'a crisi! L'obiettivo è di consentire sia a voi che a noi stessi di non restare indietro cogliendo delle opportunità tecnicamente molto interessanti che stiamo cercando di rendere appetibili anche dal punto di vista economico.

Buon lavoro a tutti !

Arch. Roberto Spagnuolo, Amministratore Unico, Softing Srl

lunedì 9 luglio 2012

Softing esce dall'AIST



Riconosco ad Adriano Castagnone, presidente dell'AIST, la capacità di aver tentato l'impossibile: coagulare cioè le software house che operano in ambito tecnico.

Purtroppo la specificità di queste aziende e la loro stretta appartenenza al “sistema ingegneria” con tutte le sue contraddizioni, rende impossibile questo coagulo benché ce ne sarebbe una estrema necessità.

Però, se si deve sempre riconoscere il merito di chi si è prodigato per tentare strade pur difficili, si devono anche saper riconoscere i fallimenti che, nel caso specifico, non sono dovuti né al direttivo dell'AIST né ai soci, ma alla debolezza del mondo dell'ingegneria con la sua, in sintesi, mancanza di generoso ampio respiro.

Ora l'AIST, che pur tanto ha fatto per dialogare con le istituzioni, non è riuscita a mio avviso ad ottenere alcun risultato: la recente bozza di revisione della normativa non ha recepito neanche una delle osservazioni portate dall'AIST per ottenere una maggior chiarezza che potesse portare ad una miglior informatizzazione.

Le software house non devono cercare di entrare in un sistema clientelare, ma devono ad ogni costo restare indipendenti perché si occupano di problemi tecnico-scientifici e non burocratici e quindi hanno una strada maestra che non può e non deve scendere a compromessi. Eppure oggi le softwarehouse in questo settore sono strategiche, ma poiché sono indipendenti non le si VUOLE considerare. Questo l'AIST avrebbe dovuto con fermezza affermare.

La nascita del SIERC in Calabria e tra breve nel Lazio di un'analoga ma ovviamente diversa procedura, è una sciagura per i progettisti che chiederanno la soluzione alle software house le quali, in questo periodo, non possono obiettivamente, investire per realizzare 20 diversi sistemi di comunicazione con la pubblica amministrazione. Ovviamente non si cerca la strada maestra e cioè coinvolgere chi da anni fa software per ingegneria, ma si cercano altre strade. Questo AIST lo avrebbe dovuto denunciare con fermezza.

Quindi si assisterà al solito “dumping” cioè a quel “gioco” in cui le software house, essendo per la quasi totalità amministrate da persone che fanno anche la libera professione di progettisti, da questo ambiente prendono l'insana capacità di deprimere il mercato, di giocare al ribasso e sostanzialmente di farsi male da sole.

Questo io volevo dall'AIST: la manifestazione dell'orgoglio del nostro lavoro, non l'appiattimento su posizioni morbidamente concilianti che si esplicitano nella facciata di “congressi” totalmente inutili se non dannosi. Credere che gli esponenti delle istituzioni che partecipano ad un nostro congresso diano una luce che ci illumini agli occhi dei nostri clienti vuol dire manifestare la certezza che di luce propria non si possa proprio brillare. Questa non è la convinzione di Softing.

Purtroppo ho anche dovuto constatare che in AIST, salvo le ovvie naturali eccezioni, non vi è istituzionalmente quella formazione informatica che ci si aspetterebbe. La “validazione”, ad esempio, punto focale del problema di una informatica legata ad una normativa-legge, su questo punto è stringente benché confusa ed esula dagli obiettivi dell'AIST.

Francamente ho sempre rifuggito le facili ribalte, soprattutto se partecipate da esponenti istituzionali perché non credo che oggi vi possa essere un dialogo. Ormai lo Stato è ridotto ad un'entità astratta con la quale, quasi per definizione, il dialogo è impossibile. Chi è lo Stato? Con chiunque parlerete tra coloro che lo rappresentano vi sarà sempre un'entità superiore che lo deresponsabilizza fino ai vertici massimi che rimbalzano in giù la palla perché sono troppo in alto per sapere. Quindi lo Stato non c'è, e dialogare con un'entità che non c'è non mi pare dimostrazione di sanità mentale a meno che non si voglia entrare a far parte del gioco, dei palleggiatori intendo, ma questo non è il mio stile, non è lo stile della Softing né, credo e spero, quello dell'AIST.

Pertanto, se dopo due anni di nostra permanenza nell'AIST non vi è stato alcun progresso né di dialogo con le istituzioni né di maggior coinvolgimento di altre software house, io credo, pur con il massimo onore delle armi, sia opportuno e dignitoso ammettere il fallimento.

Noi, comunque, ci abbiamo provato ed abbiamo anche partecipato con entusiasmo ed attivamente. Questo è quel che conta.

Auguri, in ogni caso, all'AIST per il successo che meriterebbe.

Arch. Roberto Spagnuolo, Amministratore Unico, Softing Srl

lunedì 2 aprile 2012

Tavola Rotonda AIST ad "Expo Edilizia"

Lo scorso 22 marzo, AIST, Associazione Italiana Software Tecnico, ha organizzato presso la fiera di Roma, in occasione di “Expo Edilizia”, una tavola rotonda dal titolo: "Applicazione delle N.T.C. 2008 nella presentazione ed esame dei progetti strutturali". Il tema ha richiamato un vasto gruppo di professionisti.

Da alcuni anni AIST, presieduta dall'Ing. Adriano Castagnone, svolge un importante compito di sensibilizzazione e promozione del confronto tra progettisti, istituzioni e produttori di software. Softing partecipa attivamente alle iniziative di AIST, nella convinzione che tale confronto possa contribuire positivamente all'evoluzione di un mercato in cui è più che mai urgente che si concretizzi una fattiva collaborazione tra i protagonisti coinvolti.

Per me che, benchè architetto per formazione, mi occupo da circa trent'anni di sviluppo di software ed in particolare sono Responsabile dello Sviluppo Applicativo di Softing, è stato molto interessante seguire i vari interventi, soprattutto perché i relatori rappresentavano egregiamente la varietà dei soggetti coinvolti: erano infatti presenti rappresentanti del Ministero delle Infrastrutture, del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, degli uffici competenti per le Regioni Lazio e Toscana, degli Ordini Professionali, dell'Università.

La discussione si è sviluppata in modo articolato, mettendo in luce da un lato le difficoltà di dialogo tra progettisti ed istituzioni in assenza di una chiara ed omogenea standardizzazione, dall'altro l'urgenza di estendere a livello nazionale, in modo ragionato e congruo, alcune iniziative a carattere locale o regionale.

Ho comunque apprezzato segnali di un maggior riconoscimento del ruolo dei produttori di software. Al momento non si parla ancora di collaborare alla redazione delle norme, ma si è colto un cambiamento in atto che si spera porti ad una sempre maggior apertura e possibilità di collaborazione.

Infine, ho avuto la netta percezione di una contrapposizione tra governi regionali e istituzioni nazionali.

La mia personale impressione è che il progressivo, generico decentramento di competenze a favore delle istituzioni locali abbia stimolato in queste ultime un certo appetito per il potere normativo. E' anche vero che sembra esistere talvolta una certa vaghezza nelle norme nazionali che di fatto impone loro di provvedere a riempire i vuoti.

Per contro, se è ovvio come le istituzioni nazionali possano non apprezzare un certo svuotamento delle loro prerogative, appare assolutamente condivisibile che desiderino mantenere il più possibile omogenee sul territorio le norme che regolano la redazione dei progetti.

Chiunque può rendersi facilmente conto che una progressiva divergenza delle norme locali rispetto a quelle nazionali, moltiplicata per venti regioni, non sia particolarmente auspicabile. Per non parlare delle circostanze che si determinano in assenza, se non di precise norme, almeno di una linea guida sufficientemente dettagliata ed universalmente riconosciuta.

Di questo si rendono sicuramente conto progettisti e produttori di software, che con questa progressiva eterogeneità (vogliamo azzardare la parola anarchia?) si trovano direttamente a convivere.

Considero l'attività dell'AIST meritoria e spero che in tempi ragionevoli essa contribuisca, in stretta collaborazione con le istituzioni, a normalizzare la situazione.

Arch. Amedeo Farello, Responsabile Sviluppo Software, Softing Srl

mercoledì 21 marzo 2012

Quarmon, l'ambiente per la valutazione della resistenza al fuoco

All'inizio de Febbraio è stato rilasciato un nuovo ambiente per Nòlian All In One: Quarmon, finalizzato alla valutazione della resistenza al fuoco di travi e pilastri in calcestruzzo armato. Trae il suo nome dalle equazioni differenziali che governano il problema della conduzione del calore e che vanno sotto il nome di Quasi Armoniche.

Benché questo ambiente sia progettato per un uso molto lineare e semplice, esso racchiude alcuni “gioielli” dei più moderni metodi numerici. Infatti, dato il contorno di una sezione ed assegnati tramite un'apposita finestra di dialogo le condizioni al contorno (lati esposti direttamente, indirettamente, in regime adiabatico, ricoperti da strati di isolante), Quarmon:
  • costruisce automaticamente una mesh di elementi finiti della sezione e degli eventuali ricoprimenti e pertanto è dotato di un sofisticato mescher frontale
  • risolve il problema della diffusione del calore in regime transitorio tramite il metodo degli elementi finiti e quindi dispone di un elemento finito per tale problema, di un metodo skyline di fattorizzazione del sistema di equazioni e di un integratore nel dominio del tempo.
  • è in grado, ottenute le temperature, di calcolare il degrado delle caratteristiche meccaniche del materiale. Poiché tali caratteristiche variano da punto a punto e la sezione può essere sottoposta a sollecitazioni deviate, il problema della valutazione del momento e del taglio ultimo viene eseguita costruendo un modello a fibre della sezione dove ogni fibra ha le caratteristiche meccaniche del materiale in quel punto, il legame costitutivo è non lineare e viene eseguita un'analisi non lineare della sezione.
Benché Quarmon sia dedicato ad un ambito prevalentemente edile, la sua formulazione è totalmente basata sui più sofisticati metodi di analisi numerica e non su semplificazioni che non sarebbero le più adatte in un sistema computazionale.

Un piccolo grande gioiello che racchiude: un mesher frontale, un solutore ad elementi finiti del transitorio termico, una gestione a fibre della sezione per integrazione delle prestazioni flessionali ed a taglio. Tutto questo, contenuto in un ambiente semplice e compatto che consente la verifica della resistenza al fuoco direttamente sul modello generato con gli strumenti di Nòlian All In One.

Per conoscere Quarmon, più che le parole possono parlare i fatti:
  • per chi ha Nòlian All In One è sufficiente far partire l'ambiente come dimostrativo ed accedere a Quarmon.
  • per chi non ha Nòlian All In One e volesse conoscerlo, insieme a Quarmon, basta scaricare il dimostrativo dal nostro sito www.softing.it.

Arch. Roberto Spagnuolo, Amministratore Unico, Softing Srl

giovedì 1 marzo 2012

Mattonelle ovunque

Negli ultimi mesi ho seguito, per ovvi motivi professionali, l'evolversi nel nuovo sistema operativo di casa Microsoft, Windows 8, il cui rilascio ufficiale sembra previsto per la fine di quest'anno.
La sua principale novità è costituita dalla nuova interfaccia "Metro", direttamente derivata da quella utilizzata da Windows Phone 7, il sistema proposto da Microsoft per i dispositivi 'mobili' (smartphone e tablet) in alternativa a Apple iOS e Google Android, con le sue ubiquitarie "tiles" (mattonelle).


Microsoft sembra voler spingere Metro con decisione, tant'è che il nuovo 'MarketPlace' per le applicazioni Windows, creato in risposta al successo degli App Store e Mac App Store di Apple,  accetterà soltanto applicazioni che supportino tale interfaccia.

Metro prevede che le applicazioni girino in sostanza sempre a tutto schermo, cosa che può essere perfino necessaria su un dispositivo con un display di ridotte dimensioni, ma che risulta abbastanza assurda su un monitor da 27 pollici. Inoltre il passaggio da un'applicazione all'altra, specialmente non utilizzando le dita su uno schermo sensibile al tocco ma un mouse, è piuttosto macchinoso.

Per non essere tacciato di partigianeria, aggiungo che Apple sta affrontando le stesse problematiche, nell'apparente tentativo di far convergere verso un unico prodotto iOS e [Mac] OS X. Direi con risultati non maggiormente apprezzabili: l'applicazione Mission Control introdotta con Lion, che presenta una griglia con le icone di tutte le applicazioni installate sulla macchina, esattamente come farebbe un iPhone, è, su un computer da tavolo e senza uno schermo "touch", semplicemente priva di qualunque utilità pratica.

Confesso, sia da sviluppatore che da utente, che questa convergenza a tutti i costi mi preoccupa. Riportare l'interfaccia utente ad una singola applicazione alla volta in luogo dei sistemi multifinestra a cui siamo ormai abituati da molti anni non mi sembra un progresso, anzi. E se è vero che è perfettamente possibile disabilitare Metro e ritrovarsi di fatto con Windows 7, mi domando quale possa essere l'incentivo ad effettuare un upgrade.

Arch. Amedeo Farello, Responsabile Sviluppo Software, Softing Srl

lunedì 23 gennaio 2012

All In One... molto più di una nuova versione di Nòlian !


Il 14 e 15 Dicembre 2011 Softing ha presentato ai suoi clienti la tanto attesa nuova versione della sua piattaforma software per la progettazione di strutture, che si arricchisce non solo di nuove interessanti funzionalità ma soprattutto rende disponibile agli utenti un ambiente di lavoro integrato  in cui più moduli, dedicati alla soluzione di specifici problemi strutturali, interagiscono in modo automatico ottimizzando tempi e modi di elaborazione dei progetti.

Come ha sottolineato l'Arch. Spagnuolo, Amministratore Unico di Softing, il vantaggio di questa nuova architettura applicativa sta nel garantire la chiarezza di un ambiente “dedicato” ad un problema specifico insieme alla interoperabilità tra più ambienti che hanno di fatto molti dati in comune. L'integrità del dato e la trasportabilità delle informazioni di progetto sono garantite e ottimizzate con grande vantaggio funzionale per gli utenti.

Le due giornate di presentazione di Nòlian All In One, che hanno rappresentato anche delle ottime occasioni di aggiornamento professionale per i partecipanti, hanno visto la presenza di un gran numero di clienti, tutti professionisti del settore, molti dei quali hanno al loro attivo veramente tanti anni di proficua collaborazione con Softing in un ruolo che spesso è quasi più di partners che di clienti.

Da tanti anni Softing investe nella qualità dei propri prodotti e la fidelizzazione di molti dei suoi clienti dimostra quanto sforzo sia stato fatto nel tempo per mantenere aperto e collaborativo il rapporto con essi, cercando di andare costantemente incontro alle loro esigenze senza mai perdere di vista la normativa in continua evoluzione e l'importanza di fornire strumenti di lavoro semplici ed affidabili.

Il seminario ha rappresentato un'ottima occasione di confronto di idee e scambio di riflessioni sui temi caldi del settore, specie in relazione alle nuove normative e alle nuove sfide che si è sempre più chiamati a cogliere nel campo ingegneristico e antisismico in particolare.

Per avere maggiori informazioni sulla nuova piattaforma Nòlian All In One potete visitare il sito www.softing.it dove, tra l'altro, è possibile scaricare una versione demo del prodotto.

Nòlian All In One è un marchio registrato Softing Srl.